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LIFESTYLE |
di Samuela Nisi |
Via Giulia tra i graffiti e il verde che non c'è: il giardino barocco resta un sogno |
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Via Giulia, ritardi nella riqualificazione dell’area sopra il garage ipogeo: il verde non è ancora arrivato e il muro perimetrale è bersaglio dei vandali. Il progetto di riqualificazione per l’area sovrastante il garage ipogeo di via Giulia torna prepotentemente al centro dell’attenzione pubblica. Lungo la dorsale strategica di lungotevere dei Sangallo, il diaframma murario innalzato per circoscrivere lo spazio destinato all’arredo verde si presenta oggi privo di qualsiasi intervento di piantumazione. Al contrario, la struttura è finita nel mirino dei vandali, bersagliata da continui imbrattamenti con bombolette spray. Nonostante la situazione di stallo, le autorità locali avevano preannunciato il taglio del nastro definitivo entro il termine della stagione estiva. Dal sogno mediterraneo alla terra incolta: i ritardi del progetto La concezione iniziale dell’opera, svelata dalle autorità comunali nel 2021, delineava un disegno ambizioso: una superficie interamente sistemata a verde e arricchita dalla messa a dimora di essenze arboree tipiche della vegetazione mediterranea, come ulivi e agrumi. Il progetto includeva inoltre elementi idrici ornamentali e pareti perimetrali studiate appositamente per accogliere specie rampicanti. A distanza di anni dalle prime stesure progettuali, la realtà sul campo restituisce tuttavia un quadro ben diverso: Il deserto verde: L’area interna racchiusa dal muro perimetrale non mostra ancora traccia di manto erboso o di piantumazioni attive, rimanendo di fatto un lotto caratterizzato da terreno incolto. I continui cambi di rotta: L’iter dei lavori ha dovuto fare i conti con molteplici modifiche formali e varianti urbanistiche. Le ultime rassicurazioni arrivate dagli uffici del Municipio I fissano adesso il completamento dei cantieri e la successiva apertura al pubblico entro la fine dell'estate. Una barriera contestata: L’impianto murario è rimasto a tutti gli effetti parte integrante dell’opera approvata, superando indenne le pesanti riserve espresse nel corso del tempo sia da tecnici del settore che da esponenti politici. La battaglia dei comitati: tra aule di tribunale e proteste di quartiere La presenza fisica della barriera ha innescato sin dalle prime fasi un acceso dibattito tra gli abitanti e i commercianti del rione, compatti nel dar vita a diverse forme di opposizione: La trincea legale: I comitati territoriali non sono rimasti a guardare e hanno promosso ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), spingendosi fino ai successivi appelli al Consiglio di Stato nel tentativo di bloccare la costruzione della parete e salvaguardare la continuità visiva verso l’ansa del Tevere. La mobilitazione popolare: Parallelamente alle aule giudiziarie si sono sviluppate accese campagne pubbliche e mobilitazioni di quartiere, animate da petizioni popolari e dalla distribuzione capillare di materiale informativo per chiedere un assetto dell’area completamente privo di barriere visive. Mentre gli interventi di arredo urbano nella vicina piazza della Moretta sono ormai giunti felicemente a compimento, la barriera di via Giulia resta immobile in attesa dei pollici verdi, mostrando in modo evidente le cicatrici del degrado provocate dal vandalismo. |
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LIFESTYLE
Via Giulia tra i graffiti e il verde che non c'è: il giardino barocco resta un sogno
Via Giulia, ritardi nella riqualificazione dell’area sopra il garage ipogeo: il verde non è ancora arrivato e il muro perimetrale è bersaglio dei vandali.
Il progetto di riqualificazione per l’area sovrastante il garage ipogeo di via Giulia torna prepotentemente al centro dell’attenzione pubblica. Lungo la dorsale strategica di lungotevere dei Sangallo, il diaframma murario innalzato per circoscrivere lo spazio destinato all’arredo verde si presenta oggi privo di qualsiasi intervento di piantumazione. Al contrario, la struttura è finita nel mirino dei vandali, bersagliata da continui imbrattamenti con bombolette spray. Nonostante la situazione di stallo, le autorità locali avevano preannunciato il taglio del nastro definitivo entro il termine della stagione estiva.
Dal sogno mediterraneo alla terra incolta: i ritardi del progetto
La concezione iniziale dell’opera, svelata dalle autorità comunali nel 2021, delineava un disegno ambizioso: una superficie interamente sistemata a verde e arricchita dalla messa a dimora di essenze arboree tipiche della vegetazione mediterranea, come ulivi e agrumi. Il progetto includeva inoltre elementi idrici ornamentali e pareti perimetrali studiate appositamente per accogliere specie rampicanti.
A distanza di anni dalle prime stesure progettuali, la realtà sul campo restituisce tuttavia un quadro ben diverso:
Il deserto verde: L’area interna racchiusa dal muro perimetrale non mostra ancora traccia di manto erboso o di piantumazioni attive, rimanendo di fatto un lotto caratterizzato da terreno incolto.
I continui cambi di rotta: L’iter dei lavori ha dovuto fare i conti con molteplici modifiche formali e varianti urbanistiche. Le ultime rassicurazioni arrivate dagli uffici del Municipio I fissano adesso il completamento dei cantieri e la successiva apertura al pubblico entro la fine dell'estate.
Una barriera contestata: L’impianto murario è rimasto a tutti gli effetti parte integrante dell’opera approvata, superando indenne le pesanti riserve espresse nel corso del tempo sia da tecnici del settore che da esponenti politici.
La battaglia dei comitati: tra aule di tribunale e proteste di quartiere
La presenza fisica della barriera ha innescato sin dalle prime fasi un acceso dibattito tra gli abitanti e i commercianti del rione, compatti nel dar vita a diverse forme di opposizione:
La trincea legale: I comitati territoriali non sono rimasti a guardare e hanno promosso ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), spingendosi fino ai successivi appelli al Consiglio di Stato nel tentativo di bloccare la costruzione della parete e salvaguardare la continuità visiva verso l’ansa del Tevere.
La mobilitazione popolare: Parallelamente alle aule giudiziarie si sono sviluppate accese campagne pubbliche e mobilitazioni di quartiere, animate da petizioni popolari e dalla distribuzione capillare di materiale informativo per chiedere un assetto dell’area completamente privo di barriere visive.
Mentre gli interventi di arredo urbano nella vicina piazza della Moretta sono ormai giunti felicemente a compimento, la barriera di via Giulia resta immobile in attesa dei pollici verdi, mostrando in modo evidente le cicatrici del degrado provocate dal vandalismo.
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Via Giulia tra i graffiti e il verde che non c'è: il giardino barocco resta un sogno
Via Giulia, ritardi nella riqualificazione dell’area sopra il garage ipogeo: il verde non è ancora arrivato e il muro perimetrale è bersaglio dei vandali.
Il progetto di riqualificazione per l’area sovrastante il garage ipogeo di via Giulia torna prepotentemente al centro dell’attenzione pubblica. Lungo la dorsale strategica di lungotevere dei Sangallo, il diaframma murario innalzato per circoscrivere lo spazio destinato all’arredo verde si presenta oggi privo di qualsiasi intervento di piantumazione. Al contrario, la struttura è finita nel mirino dei vandali, bersagliata da continui imbrattamenti con bombolette spray. Nonostante la situazione di stallo, le autorità locali avevano preannunciato il taglio del nastro definitivo entro il termine della stagione estiva.
Dal sogno mediterraneo alla terra incolta: i ritardi del progetto
La concezione iniziale dell’opera, svelata dalle autorità comunali nel 2021, delineava un disegno ambizioso: una superficie interamente sistemata a verde e arricchita dalla messa a dimora di essenze arboree tipiche della vegetazione mediterranea, come ulivi e agrumi. Il progetto includeva inoltre elementi idrici ornamentali e pareti perimetrali studiate appositamente per accogliere specie rampicanti.
A distanza di anni dalle prime stesure progettuali, la realtà sul campo restituisce tuttavia un quadro ben diverso:
Il deserto verde: L’area interna racchiusa dal muro perimetrale non mostra ancora traccia di manto erboso o di piantumazioni attive, rimanendo di fatto un lotto caratterizzato da terreno incolto.
I continui cambi di rotta: L’iter dei lavori ha dovuto fare i conti con molteplici modifiche formali e varianti urbanistiche. Le ultime rassicurazioni arrivate dagli uffici del Municipio I fissano adesso il completamento dei cantieri e la successiva apertura al pubblico entro la fine dell'estate.
Una barriera contestata: L’impianto murario è rimasto a tutti gli effetti parte integrante dell’opera approvata, superando indenne le pesanti riserve espresse nel corso del tempo sia da tecnici del settore che da esponenti politici.
La battaglia dei comitati: tra aule di tribunale e proteste di quartiere
La presenza fisica della barriera ha innescato sin dalle prime fasi un acceso dibattito tra gli abitanti e i commercianti del rione, compatti nel dar vita a diverse forme di opposizione:
La trincea legale: I comitati territoriali non sono rimasti a guardare e hanno promosso ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), spingendosi fino ai successivi appelli al Consiglio di Stato nel tentativo di bloccare la costruzione della parete e salvaguardare la continuità visiva verso l’ansa del Tevere.
La mobilitazione popolare: Parallelamente alle aule giudiziarie si sono sviluppate accese campagne pubbliche e mobilitazioni di quartiere, animate da petizioni popolari e dalla distribuzione capillare di materiale informativo per chiedere un assetto dell’area completamente privo di barriere visive.
Mentre gli interventi di arredo urbano nella vicina piazza della Moretta sono ormai giunti felicemente a compimento, la barriera di via Giulia resta immobile in attesa dei pollici verdi, mostrando in modo evidente le cicatrici del degrado provocate dal vandalismo.
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