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CRONACA |
di Samuela Nisi |
Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro |
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Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice. La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura. La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti". Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco. Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa. Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere". Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante. L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo. |
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CRONACA
Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro
Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice.
La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna
Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura.
La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti".
Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco.
Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa.
Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza
La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere".
Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante.
L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo.
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Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro
Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice.
La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna
Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura.
La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti".
Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco.
Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa.
Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza
La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere".
Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante.
L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo.
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