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CRONACA

27.08.2026 16:36
firma Samuela Nisi (municipio-I@vivere.it)

di Samuela Nisi
municipio-I@vivere.it

Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro

Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice.

La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna

Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura.

La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti".

Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco.

Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa.

Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza

La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere".

Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante.

L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo.

Aprilo qui https://vivere.me/g4hN
CRONACA

Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro

Truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: una telefonata minaccia di rapina per convincere anziani a consegnare gioielli. Il figlio, mantenendo la calma, chiama il 112 e avvisa la centrale. I Carabinieri, in abiti civili, arrestano in flagranza un 27enne tunisino al rientro con il bottino; processo a Roma.

Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice.

La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna

Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura.

La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti".

Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco.

Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa.

Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza

La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere".

Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante.

L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo.

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Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro
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Truffa del finto carabiniere a Monti: anziano e figlio intuiscono il raggiro

27.08.2026 16:36 2
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Truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: una telefonata minaccia di rapina per convincere anziani a consegnare gioielli. Il figlio, mantenendo la calma, chiama il 112 e avvisa la centrale. I Carabinieri, in abiti civili, arrestano in flagranza un 27enne tunisino al rientro con il bottino; processo a Roma.

Roma, sventata la truffa del “finto maresciallo” in via Panisperna: anziani minacciati al telefono, ma il figlio chiama il 112 e fa arrestare il complice.

La trappola del "finto maresciallo" in via Panisperna

Il copione andato in scena in un appartamento di via Panisperna ricalca una strategia criminale ormai tristemente nota, studiata per fare leva sul panico e sugli affetti più cari. Il telefono fisso dell'abitazione ha squillato nel pomeriggio: dall'altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata prima come un sottufficiale dell'Arma e poi come un magistrato della Procura.

La versione inventata ad arte era drammatica: l’automobile di famiglia era stata presumibilmente utilizzata per compiere una violenta rapina. Per scagionare i congiunti ed evitare gravissime conseguenze legali, i finti rappresentanti delle istituzioni hanno intimato alle vittime di racimolare e consegnare con urgenza tutti i gioielli e i preziosi custoditi in casa, ufficialmente per sottoporli a "esami e analisi urgenti".

Il tentativo di estorsione si è però infranto contro la lucidità dei due residenti. Il figlio dell'anziano ha capito immediatamente di trovarsi di fronte a dei truffatori ma, anziché interrompere la comunicazione, ha mantenuto la calma e ha deciso di stare al gioco.

Mentre continuava a parlare con i malviventi assecondando le loro richieste per tenere occupata la linea principale, l'uomo è riuscito a utilizzare con discrezione un secondo dispositivo per contattare il Numero Unico d'Emergenza 112 e spiegare la situazione in tempo reale alla centrale operativa.

Il blitz in salotto e l'arresto in flagranza

La risposta dei Carabinieri della Stazione Quirinale è stata immediata. Nel giro di pochi minuti, i militari sono giunti nei pressi della palazzina in abiti civili e si sono introdotti nell'appartamento senza dare nell'occhio, nascondendosi nelle stanze interne in attesa del "corriere".

Poco dopo, alla porta si è presentato il complice incaricato di riscuotere il bottino: un cittadino tunisino di 27 anni, già noto agli archivi giudiziari. Non appena il giovane è entrato nel salone e ha allungato le mani verso i gioielli che erano stati appositamente poggiati sul tavolo, i Carabinieri sono usciti allo scoperto bloccandolo e ammanettandolo all'istante.

L'arrestato è stato condotto presso le aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, dove l'Autorità Giudiziaria valuterà le accuse di truffa aggravata nel giudizio per direttissimo.

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