![]() |
|
CRONACA |
di Samuela Nisi |
Borseggi in metro, la tecnica del “paravento” per derubare i passeggeri |
|
|
|
|
Roma, cinque arresti della Polmetro per furti e borseggi nelle stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele. Scoperta la tecnica del “paravento”. Polmetro arresta cinque persone tra le stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele. Non si ferma l'ondata di furti e borseggi all'interno della rete metropolitana di Roma. Nelle ultime ore, un massiccio piano di controllo del territorio ha portato all'arresto di cinque persone da parte degli agenti della Polmetro, costantemente impegnati a pattugliare banchine, vagoni e varchi d'accesso. L'operazione ha permesso non solo di sventare i reati in flagranza, ma ha anche fatto luce sulle tecniche sempre più raffinate e collaudate utilizzate dai malviventi per eludere la sorveglianza e confondersi tra la calca dei pendolari. Il trucco del telo come "paravento" alla stazione Termini Una delle tecniche più insidiose emerse durante gli ultimi interventi è quella del "paravento", registrata presso lo snodo ferroviario della stazione Termini. Qui, un cittadino romeno di 41 anni è stato bloccato dopo aver sottratto il portafoglio a un passeggero. Il modus operandi dell'uomo era tanto semplice quanto efficace: teneva tra le mani un ampio telo, apparentemente un oggetto comune portato con sé, ma utilizzato in realtà come scudo visivo. Sfruttando la stoffa per coprire i movimenti rapidi delle proprie mani, il borseggiatore riusciva a sfilare gli oggetti di valore dalle borse o dalle tasche delle vittime senza che i vicini di viaggio potessero accorgersene. Questa volta, però, la vittima si è accorta immediatamente del furto e ha reagito bloccando il malvivente a pochi passi di distanza, prima dell'intervento della vigilanza privata e del successivo arresto da parte della Polizia. Ruoli divisi e sguardi d'intesa: anziano derubato a San Giovanni Le banchine affollate restano il terreno di caccia ideale per i ladri che agiscono in squadra. Alla fermata San Giovanni, gli agenti hanno assistito in diretta a un furto aggravato in concorso, commesso da due cittadini romeni. La coppia di malviventi agiva secondo una rigida e precisa divisione dei compiti: L'esecutore materiale: incaricato di avvicinarsi alla vittima designata e compiere materialmente il furto in pochissimi secondi. Il palo: posizionato a breve distanza con il compito di monitorare l'arrivo delle forze dell'ordine e fare da "scudo" umano. I due hanno individuato come bersaglio un anziano e, muovendosi con sguardi d'intesa per coordinarsi nella calca, gli hanno sfilato lo smartphone dalla tasca dei pantaloni. La Polmetro è scattata nei pressi dei tornelli d'ingresso, proprio mentre i complici si scambiavano la refurtiva convinti di averla fatta franca. Controlli a Vittorio Emanuele: rintracciato un ricercato I controlli a tappeto lungo le linee della metropolitana non si limitano agli interventi in flagranza. Presso la stazione Vittorio Emanuele, una verifica di routine condotta sulla banchina ha portato all'identificazione di un cittadino romeno di 49 anni. L'atteggiamento sospetto dell'uomo ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti tramite la banca dati delle forze dell'ordine. Dal controllo è emerso un ordine di carcerazione pendente, emesso dalla Procura di Roma proprio per precedenti reati di natura predatoria. Per l'uomo si sono aperte immediatamente le porte del carcere, dove dovrà scontare una pena definitiva di un anno, sei mesi e 28 giorni di reclusione. |
|
| Aprilo qui https://vivere.me/g4ia | |
CRONACA
Borseggi in metro, la tecnica del “paravento” per derubare i passeggeri
Roma, cinque arresti della Polmetro per furti e borseggi nelle stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele. Scoperta la tecnica del “paravento”.
Polmetro arresta cinque persone tra le stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele.
Non si ferma l'ondata di furti e borseggi all'interno della rete metropolitana di Roma. Nelle ultime ore, un massiccio piano di controllo del territorio ha portato all'arresto di cinque persone da parte degli agenti della Polmetro, costantemente impegnati a pattugliare banchine, vagoni e varchi d'accesso. L'operazione ha permesso non solo di sventare i reati in flagranza, ma ha anche fatto luce sulle tecniche sempre più raffinate e collaudate utilizzate dai malviventi per eludere la sorveglianza e confondersi tra la calca dei pendolari.
Il trucco del telo come "paravento" alla stazione Termini
Una delle tecniche più insidiose emerse durante gli ultimi interventi è quella del "paravento", registrata presso lo snodo ferroviario della stazione Termini. Qui, un cittadino romeno di 41 anni è stato bloccato dopo aver sottratto il portafoglio a un passeggero.
Il modus operandi dell'uomo era tanto semplice quanto efficace: teneva tra le mani un ampio telo, apparentemente un oggetto comune portato con sé, ma utilizzato in realtà come scudo visivo. Sfruttando la stoffa per coprire i movimenti rapidi delle proprie mani, il borseggiatore riusciva a sfilare gli oggetti di valore dalle borse o dalle tasche delle vittime senza che i vicini di viaggio potessero accorgersene. Questa volta, però, la vittima si è accorta immediatamente del furto e ha reagito bloccando il malvivente a pochi passi di distanza, prima dell'intervento della vigilanza privata e del successivo arresto da parte della Polizia.
Ruoli divisi e sguardi d'intesa: anziano derubato a San Giovanni
Le banchine affollate restano il terreno di caccia ideale per i ladri che agiscono in squadra. Alla fermata San Giovanni, gli agenti hanno assistito in diretta a un furto aggravato in concorso, commesso da due cittadini romeni.
La coppia di malviventi agiva secondo una rigida e precisa divisione dei compiti:
L'esecutore materiale: incaricato di avvicinarsi alla vittima designata e compiere materialmente il furto in pochissimi secondi.
Il palo: posizionato a breve distanza con il compito di monitorare l'arrivo delle forze dell'ordine e fare da "scudo" umano.
I due hanno individuato come bersaglio un anziano e, muovendosi con sguardi d'intesa per coordinarsi nella calca, gli hanno sfilato lo smartphone dalla tasca dei pantaloni. La Polmetro è scattata nei pressi dei tornelli d'ingresso, proprio mentre i complici si scambiavano la refurtiva convinti di averla fatta franca.
Controlli a Vittorio Emanuele: rintracciato un ricercato
I controlli a tappeto lungo le linee della metropolitana non si limitano agli interventi in flagranza. Presso la stazione Vittorio Emanuele, una verifica di routine condotta sulla banchina ha portato all'identificazione di un cittadino romeno di 49 anni.
L'atteggiamento sospetto dell'uomo ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti tramite la banca dati delle forze dell'ordine. Dal controllo è emerso un ordine di carcerazione pendente, emesso dalla Procura di Roma proprio per precedenti reati di natura predatoria. Per l'uomo si sono aperte immediatamente le porte del carcere, dove dovrà scontare una pena definitiva di un anno, sei mesi e 28 giorni di reclusione.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale di Vivere Municipio I.Per WhatsApp iscriviti al nostro canale.
Per Telegram cerca il canale @VivereMunicipioI o clicca su t.me/VivereMunicipioI.
Borseggi in metro, la tecnica del “paravento” per derubare i passeggeri
Roma, cinque arresti della Polmetro per furti e borseggi nelle stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele. Scoperta la tecnica del “paravento”.
Polmetro arresta cinque persone tra le stazioni di San Giovanni, Termini e Vittorio Emanuele.
Non si ferma l'ondata di furti e borseggi all'interno della rete metropolitana di Roma. Nelle ultime ore, un massiccio piano di controllo del territorio ha portato all'arresto di cinque persone da parte degli agenti della Polmetro, costantemente impegnati a pattugliare banchine, vagoni e varchi d'accesso. L'operazione ha permesso non solo di sventare i reati in flagranza, ma ha anche fatto luce sulle tecniche sempre più raffinate e collaudate utilizzate dai malviventi per eludere la sorveglianza e confondersi tra la calca dei pendolari.
Il trucco del telo come "paravento" alla stazione Termini
Una delle tecniche più insidiose emerse durante gli ultimi interventi è quella del "paravento", registrata presso lo snodo ferroviario della stazione Termini. Qui, un cittadino romeno di 41 anni è stato bloccato dopo aver sottratto il portafoglio a un passeggero.
Il modus operandi dell'uomo era tanto semplice quanto efficace: teneva tra le mani un ampio telo, apparentemente un oggetto comune portato con sé, ma utilizzato in realtà come scudo visivo. Sfruttando la stoffa per coprire i movimenti rapidi delle proprie mani, il borseggiatore riusciva a sfilare gli oggetti di valore dalle borse o dalle tasche delle vittime senza che i vicini di viaggio potessero accorgersene. Questa volta, però, la vittima si è accorta immediatamente del furto e ha reagito bloccando il malvivente a pochi passi di distanza, prima dell'intervento della vigilanza privata e del successivo arresto da parte della Polizia.
Ruoli divisi e sguardi d'intesa: anziano derubato a San Giovanni
Le banchine affollate restano il terreno di caccia ideale per i ladri che agiscono in squadra. Alla fermata San Giovanni, gli agenti hanno assistito in diretta a un furto aggravato in concorso, commesso da due cittadini romeni.
La coppia di malviventi agiva secondo una rigida e precisa divisione dei compiti:
L'esecutore materiale: incaricato di avvicinarsi alla vittima designata e compiere materialmente il furto in pochissimi secondi.
Il palo: posizionato a breve distanza con il compito di monitorare l'arrivo delle forze dell'ordine e fare da "scudo" umano.
I due hanno individuato come bersaglio un anziano e, muovendosi con sguardi d'intesa per coordinarsi nella calca, gli hanno sfilato lo smartphone dalla tasca dei pantaloni. La Polmetro è scattata nei pressi dei tornelli d'ingresso, proprio mentre i complici si scambiavano la refurtiva convinti di averla fatta franca.
Controlli a Vittorio Emanuele: rintracciato un ricercato
I controlli a tappeto lungo le linee della metropolitana non si limitano agli interventi in flagranza. Presso la stazione Vittorio Emanuele, una verifica di routine condotta sulla banchina ha portato all'identificazione di un cittadino romeno di 49 anni.
L'atteggiamento sospetto dell'uomo ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti tramite la banca dati delle forze dell'ordine. Dal controllo è emerso un ordine di carcerazione pendente, emesso dalla Procura di Roma proprio per precedenti reati di natura predatoria. Per l'uomo si sono aperte immediatamente le porte del carcere, dove dovrà scontare una pena definitiva di un anno, sei mesi e 28 giorni di reclusione.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale di Vivere Municipio I.Per WhatsApp iscriviti al nostro canale.
Per Telegram cerca il canale @VivereMunicipioI o clicca su t.me/VivereMunicipioI.

