![]() |
|
ATTUALITà |
di Samuela Nisi |
Caso Spin Time: trovata una sistemazione, ma gli attivisti non si fermano |
|
|
|
|
Spin Time, sistemate tutte le 356 persone sgomberate: terminata la tendopoli, ma gli attivisti proseguono la mobilitazione e chiedono un presidio permanente. Si è conclusa la prima fase dell'emergenza abitativa legata allo sgombero e al sequestro dello Spin Time, il grande stabile occupato a pochi passi dalla stazione Termini. A quasi un mese dall'evacuazione forzata, tutte le 356 persone che risiedevano all'interno dell'edificio hanno finalmente lasciato le tende improvvisate sul marciapiede di fronte e hanno ricevuto una sistemazione provvisoria. A darne notizia sono stati gli stessi attivisti del centro sociale, chiarendo tuttavia che la fine della tendopoli non coincide con la fine della loro mobilitazione. Il piano Gualtieri e il rifiuto della proprietà Fin dai giorni immediatamente successivi al sequestro, il Campidoglio si era attivato per trovare una mediazione. Il Comune di Roma, che valuta positivamente l'esperienza sociale e culturale sviluppata negli anni all'interno dello Spin Time, aveva tentato un accordo con la proprietà del palazzo, la società di gestione del risparmio Investire Sgr. La proposta formulata prevedeva un affitto iniziale – per consentire l'immediato rientro degli abitanti – propedeutico a un successivo acquisto definitivo dello stabile da parte dell'amministrazione comunale. La società proprietaria ha però respinto l'offerta del canone di locazione, pur ribadendo la propria totale disponibilità a vendere l'immobile. Di fronte allo stallo delle trattative e al persistere delle proteste in strada, il sindaco Roberto Gualtieri ha varato un piano alternativo: l'inserimento degli ex occupanti nelle liste per l'assegnazione futura di case popolari e, nel frattempo, il trasferimento in alloggi e strutture temporanee. La mappa dei trasferimenti: un terzo degli abitanti finisce in periferia Le operazioni di assegnazione, iniziate lunedì 10 agosto (dieci giorni dopo lo sgombero), sono state completate in meno di due settimane. Se da un lato l'emergenza immediata è stata arginata, dall'altro gli attivisti sollevano polemiche sulla localizzazione dei nuovi alloggi. Circa un terzo delle persone è stato infatti dislocato in strutture molto distanti dal centro cittadino e dal rione Esquilino, dove molti avevano radicato la propria vita lavorativa e scolastica. Nello specifico, la mappa dei trasferimenti provvisori vede:
Mentre la macchina dell'assistenza completava i trasferimenti, la strada antistante lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme è rimasta presidiata giorno e notte. Il punto di ritrovo ha raccolto la solidarietà di associazioni, comitati di quartiere e personalità del mondo della cultura, decisi a non far calare il silenzio sulla vicenda. L'obiettivo a breve termine è quello di formalizzare e rendere permanente questo presidio sul territorio e per farlo, sarà necessario ottenere i permessi formali dal Comune e per questo per lunedì prossimo proprio nella sede del Campidoglio, e’ stato fissato un incontro dove i rappresentanti di Spin Time e l'amministrazione si siederanno al tavolo per discutere i dettagli su questo tema cosi così delicato. |
|
| Aprilo qui https://vivere.me/g3zw | |
ATTUALITà
Caso Spin Time: trovata una sistemazione, ma gli attivisti non si fermano
Spin Time, sistemate tutte le 356 persone sgomberate: terminata la tendopoli, ma gli attivisti proseguono la mobilitazione e chiedono un presidio permanente.
Si è conclusa la prima fase dell'emergenza abitativa legata allo sgombero e al sequestro dello Spin Time, il grande stabile occupato a pochi passi dalla stazione Termini. A quasi un mese dall'evacuazione forzata, tutte le 356 persone che risiedevano all'interno dell'edificio hanno finalmente lasciato le tende improvvisate sul marciapiede di fronte e hanno ricevuto una sistemazione provvisoria. A darne notizia sono stati gli stessi attivisti del centro sociale, chiarendo tuttavia che la fine della tendopoli non coincide con la fine della loro mobilitazione.
Il piano Gualtieri e il rifiuto della proprietà
Fin dai giorni immediatamente successivi al sequestro, il Campidoglio si era attivato per trovare una mediazione. Il Comune di Roma, che valuta positivamente l'esperienza sociale e culturale sviluppata negli anni all'interno dello Spin Time, aveva tentato un accordo con la proprietà del palazzo, la società di gestione del risparmio Investire Sgr. La proposta formulata prevedeva un affitto iniziale – per consentire l'immediato rientro degli abitanti – propedeutico a un successivo acquisto definitivo dello stabile da parte dell'amministrazione comunale.
La società proprietaria ha però respinto l'offerta del canone di locazione, pur ribadendo la propria totale disponibilità a vendere l'immobile. Di fronte allo stallo delle trattative e al persistere delle proteste in strada, il sindaco Roberto Gualtieri ha varato un piano alternativo: l'inserimento degli ex occupanti nelle liste per l'assegnazione futura di case popolari e, nel frattempo, il trasferimento in alloggi e strutture temporanee.
La mappa dei trasferimenti: un terzo degli abitanti finisce in periferia
Le operazioni di assegnazione, iniziate lunedì 10 agosto (dieci giorni dopo lo sgombero), sono state completate in meno di due settimane. Se da un lato l'emergenza immediata è stata arginata, dall'altro gli attivisti sollevano polemiche sulla localizzazione dei nuovi alloggi. Circa un terzo delle persone è stato infatti dislocato in strutture molto distanti dal centro cittadino e dal rione Esquilino, dove molti avevano radicato la propria vita lavorativa e scolastica.
Nello specifico, la mappa dei trasferimenti provvisori vede:
- 39 persone collocate in un hotel sulla via Cassia, nella frazione di La Storta;
- 60 persone ospitate presso le strutture del Santuario del Divino Amore, a sud del Grande Raccordo Anulare;
- 9 persone trasferite all'Infernetto;
- 10 persone a Castel Fusano, a ridosso del litorale di Ostia.
Mentre la macchina dell'assistenza completava i trasferimenti, la strada antistante lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme è rimasta presidiata giorno e notte. Il punto di ritrovo ha raccolto la solidarietà di associazioni, comitati di quartiere e personalità del mondo della cultura, decisi a non far calare il silenzio sulla vicenda.
L'obiettivo a breve termine è quello di formalizzare e rendere permanente questo presidio sul territorio e per farlo, sarà necessario ottenere i permessi formali dal Comune e per questo per lunedì prossimo proprio nella sede del Campidoglio, e’ stato fissato un incontro dove i rappresentanti di Spin Time e l'amministrazione si siederanno al tavolo per discutere i dettagli su questo tema cosi così delicato.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale di Vivere Municipio I.Per WhatsApp iscriviti al nostro canale.
Per Telegram cerca il canale @VivereMunicipioI o clicca su t.me/VivereMunicipioI.
I più letti della settimana
Caso Spin Time: trovata una sistemazione, ma gli attivisti non si fermano
Spin Time, sistemate tutte le 356 persone sgomberate: terminata la tendopoli, ma gli attivisti proseguono la mobilitazione e chiedono un presidio permanente.
Si è conclusa la prima fase dell'emergenza abitativa legata allo sgombero e al sequestro dello Spin Time, il grande stabile occupato a pochi passi dalla stazione Termini. A quasi un mese dall'evacuazione forzata, tutte le 356 persone che risiedevano all'interno dell'edificio hanno finalmente lasciato le tende improvvisate sul marciapiede di fronte e hanno ricevuto una sistemazione provvisoria. A darne notizia sono stati gli stessi attivisti del centro sociale, chiarendo tuttavia che la fine della tendopoli non coincide con la fine della loro mobilitazione.
Il piano Gualtieri e il rifiuto della proprietà
Fin dai giorni immediatamente successivi al sequestro, il Campidoglio si era attivato per trovare una mediazione. Il Comune di Roma, che valuta positivamente l'esperienza sociale e culturale sviluppata negli anni all'interno dello Spin Time, aveva tentato un accordo con la proprietà del palazzo, la società di gestione del risparmio Investire Sgr. La proposta formulata prevedeva un affitto iniziale – per consentire l'immediato rientro degli abitanti – propedeutico a un successivo acquisto definitivo dello stabile da parte dell'amministrazione comunale.
La società proprietaria ha però respinto l'offerta del canone di locazione, pur ribadendo la propria totale disponibilità a vendere l'immobile. Di fronte allo stallo delle trattative e al persistere delle proteste in strada, il sindaco Roberto Gualtieri ha varato un piano alternativo: l'inserimento degli ex occupanti nelle liste per l'assegnazione futura di case popolari e, nel frattempo, il trasferimento in alloggi e strutture temporanee.
La mappa dei trasferimenti: un terzo degli abitanti finisce in periferia
Le operazioni di assegnazione, iniziate lunedì 10 agosto (dieci giorni dopo lo sgombero), sono state completate in meno di due settimane. Se da un lato l'emergenza immediata è stata arginata, dall'altro gli attivisti sollevano polemiche sulla localizzazione dei nuovi alloggi. Circa un terzo delle persone è stato infatti dislocato in strutture molto distanti dal centro cittadino e dal rione Esquilino, dove molti avevano radicato la propria vita lavorativa e scolastica.
Nello specifico, la mappa dei trasferimenti provvisori vede:
- 39 persone collocate in un hotel sulla via Cassia, nella frazione di La Storta;
- 60 persone ospitate presso le strutture del Santuario del Divino Amore, a sud del Grande Raccordo Anulare;
- 9 persone trasferite all'Infernetto;
- 10 persone a Castel Fusano, a ridosso del litorale di Ostia.
Mentre la macchina dell'assistenza completava i trasferimenti, la strada antistante lo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme è rimasta presidiata giorno e notte. Il punto di ritrovo ha raccolto la solidarietà di associazioni, comitati di quartiere e personalità del mondo della cultura, decisi a non far calare il silenzio sulla vicenda.
L'obiettivo a breve termine è quello di formalizzare e rendere permanente questo presidio sul territorio e per farlo, sarà necessario ottenere i permessi formali dal Comune e per questo per lunedì prossimo proprio nella sede del Campidoglio, e’ stato fissato un incontro dove i rappresentanti di Spin Time e l'amministrazione si siederanno al tavolo per discutere i dettagli su questo tema cosi così delicato.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale di Vivere Municipio I.Per WhatsApp iscriviti al nostro canale.
Per Telegram cerca il canale @VivereMunicipioI o clicca su t.me/VivereMunicipioI.

